Protesi spalla anatomica VS inversa: quando e perché impiantarle…

Attualmente, la chirurgia protesica consente di impiantare protesi parziali o totali per il ripristino della normale funzionalità di un’articolazione. In riferimento alle protesi totale alla spalla, vogliamo approfondire il confronto protesi spalla anatomica VS inversa, spiegarne le caratteristiche, quando e perché vengono scelte ed innestate. Tralasciando le protesi parziali che vanno a sostituire soltanto una delle due componenti dell’articolazione (testa omerale o glena scapolare) concentriamoci, quindi, su quelle totali esaminando l’endoprotesi anatomica e inversa.

Negli ultimi anni, la chirurgia protesica della spalla è notevolmente progredita: oggi, consente di ottenere risultati clinici migliori tanto da poter definire la protesi di spalla un intervento di routine nei centri specializzati. Ciò è stato reso possibile dal miglioramento dei materiali e dei disegni protesicioltre che dall’estrema abilità dei chirurghi più preparati ed esperti.

Protesi spalla anatomica VS inversa: quando è necessario impiantarle

L’innesto di una protesi spalla diventa necessario in caso di artrosi avanzata (la cosiddetta omoartrosi erroneamente definita periartrite) che può essere dovuta ad invecchiamento o gravi traumi. Questa patologia degenerativa, a lungo andare, porta alla perdita delle cartilagini, scomparsa dello spazio articolare tra omero e scapola. Da una parte, le superfici articolari si deformano, dall’altra vanno a formarsi sporgenze ossee irregolari (osteofiti).

Ad uno stadio avanzato il dolore insopportabile non viene più attenuato dalla terapia farmacologica (o da infiltrazioni di acido ialuronico): la perdita di funzionalità articolare e del range di movimento va a compromettere la qualità della vitafino ad impedire le più normali attività quotidiane.

L’artrosi non è l’unica patologia che può danneggiare l’articolazione. La protesi spalla può risultare indispensabile anche a seguito di danni dovuti ad artrite reumatoide, psoriasica, necrosi vascolare della testa omerale, esiti di fratture mal consolidateo fratture pluriframmentarie della testa omerale.

L’endoprotesi artificiale sostituisce i capi articolari, testa omerale e glena scapolare.

 

Protesi spalla anatomica VS inversa: le differenze

La protesi anatomicaviene utilizzata quando si usurano le due componenti della spalla (testa omerale eglena) in assenza di lesione della cuffia dei rotatori oppure con lesione riparabile. Il design riprende la forma delle due estremità (sfera omerale e cavità glenoidea) che costituiscono l’articolazione della spalla.

Il discorso cambia con la protesi inversa, prescelta in caso di compromissione della cuffia dei rotatoriper lesione irreparabile in quanto le strutture tendinee non sono più presenti. Come suggerisce il nome, è caratterizzata da un design opposto alla struttura anatomica della spalla. Mentre la testa omerale viene sezionata per accogliere uno stelo con estremità concava, la glena scapolare viene ricostruita prevedendo una glenosfera da articolare con l’omero. Per impiantare la protesi inversa è necessario che il muscolo deltoidesia efficiente.

 

Diagnosi

La presenza di artrosi o altre patologie ed il livello di gravità delle condizioni articolari della spalla possono essere diagnosticate attraverso i seguenti esami:

  • Anamnesi;
  • Esame obiettivo;
  • Test di valutazione del movimento, forza e stabilità della spalla;
  • Radiografie Rx;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per verificare la condizione dei tessuti molli;
  • Tomografia Computerizzata (TC) per controllare lo stato dell’osso.

Oltre ad eseguire tutte le necessarie indagini cliniche e strumentali(Rx, TC, RMN, EMNG), è fondamentale un accuratoplanning pre-operatorio al fine di scegliere il modello protesico più adatto.

Le moderne tecnologie di calcolo e simulazione pre-operatoria al computer consentono di posizionare virtualmente le componenti protesiche sulla base delle immagini diagnostiche per valutare in anticipo eventuali problematiche durante l’intervento chirurgico. Tutto questo si traduce in maggior precisione, maggior durata e risultati ottimali.

 

Protesi spalla anatomica: caratteristiche e intervento

 

La protesi spalla anatomicaè quella impiantata più di frequente. Va a sostituire le strutture dell’omero (stelo e testa omerale) e della scapola (glenoide) danneggiate. Movimento e forza sono garantiti dalla cuffia dei rotatori (indispensabili per il funzionamento della spalla in rotazione interna ed esterna) che risultano integri o riparabili.

Il chirurgo eseguirà un’incisione di circa 10 cm sull’area anteriore o laterale della spalla. Eliminerà le porzioni ossee danneggiate dopodiché posizionerà le nuove componenti protesiche. La testa omeraleverrà sostituita da una calotta sferica metallica posizionata su uno stelo metallico inserito nel canale omerale. La glenaverrà sostituita da una componente concava in polietilene. Se il paziente è affetto da osteoporosisi ricorrerà all’utilizzo di cemento acrilicoper meglio stabilizzare stelo omerale e glena.

Esistono protesi di spalla mini invasivein grado di conservare la biomeccanica dell’articolazione: la protesi totale (che sia anatomica o inversa) è necessariamente più invasiva.

 

Protesi spalla inversa: caratteristiche e intervento

Nel confronto Protesi spalla anatomica VS inversa, quest’ultima prevede un intervento particolare e più complicato. È ‘montata al contrario’(ideata nel 1985 dall’ortopedico francese dott. Paul Grammont) e sfrutta un meccanismo invertito (a geometrie rovesciate) rispetto all’articolazione naturale: in mancanza di cuffia dei rotatori, attiva il movimento grazie alla funzione del deltoide, un potente muscolo indispensabile per i movimenti di elevazione del braccio.

Durante l’intervento, l’inserto (la parte concava) viene adattato allo stelo omerale mentre la glenosfera (la componente sferica) costituisce l’impianto scapolare. La procedura consiste nel trasformare la testa omerale in una coppa e la glena scapolare in una sfera medializzando il centro di rotazione.

Questo particolare design protesico aumenta il braccio di leva del deltoide che, in tal modo, riuscirà a sollevare l’arto compensando l’assenza della cuffia dei rotatori e garantendo all’articolazione stabilità, forza e range di movimento..

La protesi inversa è indicata per i pazienti over 70: anche in questo caso, viene praticata un’incisione sulla parte anteriore della spalla (tra deltoide e grande pettorale). L’intervento dura circa 2 ore e viene eseguito in anestesia locale o generale.

 

Protesi alla spalla: durata intervento, riabilitazione e recupero

L’interventoper impiantare una protesi alla spalla prevede una durata variabile(tra i 60 e i 120 minuti) ed anestesia locale con sedazione per favorire una ripresa precoce dopo l’operazione.

Al paziente verrà applicato un tutore per sostenere il braccio che dovrà mantenere per circa un mese.

Il protocollo riabilitativo personalizzato in base al tipo di intervento ed al paziente trattato verrà avviato a partire dal secondo giorno dall’intervento: prevede trattamenti di Fisioterapia mirati. Il soggetto dovrà attenersi alle indicazioni del chirurgo e del fisioterapista evitando attività eccessive, che possano gravare negativamente sull’articolazione. In un paio di settimane, il paziente potrà compiere semplici attività come mangiare, lavarsi, vestirsi.

Il percorso riabilitativo risulta più impegnativo per le protesi anatomicheperché, oltre al normale recupero post-operatorio, occorre rieducare la cuffia dei rotatori a lavorare in modo corretto.

Solitamente, sono sufficienti 4-5 giornidi ospedalizzazione, dopodiché il paziente verrà seguito attraverso controlli costanti, medicazioni, desutura ed osservazione dei progressi della riabilitazione funzionale.

Oltre il 95% dei pazienti si dichiara soddisfatto dei risultati ottenuti, libero dal dolore e con ottima ripresa della funzionalità articolare.

In genere, la completa guarigionesi verifica dopo 4-5 mesicirca dall’intervento chirurgico.

 

Protesi spalla anatomica VS inversa: risultati e durata

La protesi spalla anatomica, inversa o di altro tipo viene impiantata per raggiungere due obiettivi: l’eliminazione del dolore(95% dei casi) e miglioramento del range di movimentola cui ampiezza è variabile a seconda del tipo di protesi, dell’abilità del chirurgo e delle condizioni del paziente.

Con un impianto protesico alla spalla, non si potranno svolgere attività gravose per tutta la vita, usare utensili come vanghe, praticare sport come golf o tennis. Bisognerà evitare accuratamente il rischio di cadute e traumi in quanto un’eventuale frattura dell’osso in corrispondenza della protesi potrebbe creare serie complicazioni. Le rotazioni attive della spalla (specie l’extrarotazione) non si potranno recuperare completamente e, in fase di rotazione interna, si potrebbe avvertire una lieve rigidità.

Una volta conclusa la riabilitazione, potrai sollevare il braccio appena sopra l’altezza delle spalle e piegare il gomito per arrivare alla cima della testa o ad un armadio. Col passare del tempo, la mobilità può aumentare e migliorare gradualmente.

In particolare, la protesi inversadella spalla offre un notevole sollievo dal dolore ed il livello di soddisfazione dei pazienti è elevato.

Quanto durauna protesi spalla? Il 90% delle moderne protesi totali di spalla funziona beneoltre i 10 annimentre l’80% fino a 20 annidopo l’intervento. La media di 10 anni si riferisce a casistiche di impianti eseguiti oltre 10 anni fa. Considerando l’evoluzione dei materiali e delle tecniche, in futuro i dati potrebbero registrare miglioramenti.

 

Protesi alla spalla: complicazioni post-operatorie

L’insorgenza di complicazioni post-operatorie, comune a qualsiasi tipo di intervento chirurgico, è rara nella chirurgia protesica della spalla, un intervento generalmente sicuro.

Ecco, di seguito, tutte le possibili (seppur rare) complicazioni:

  • Infezioni (rischio aumentato nei pazienti diabetici, cardiopatici o in forte sovrappeso);
  • Emorragie;
  • Ematomi;
  • Usura, mobilizzazione o lussazione delle componenti protesiche (in tal caso, sarà necessario un intervento di revisione più complesso per la protesi spalla inversa);
  • Fratture intraoperatorie;
  • Lesioni alle strutture nervose o vascolari circostanti;

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