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Osteocondrite

L’osteocondrosi, anche nota come osteocondrite, rappresenta una condizione prevalentemente associata alle articolazioni, solitamente osservata in individui giovani, atleti e persone soggette a traumi ripetuti. Questa patologia si caratterizza per un processo di necrosi tissutale, che porta al distacco di una piccola porzione di tessuto osseo o cartilagineo dall’area circostante. Le articolazioni più comunemente coinvolte includono ginocchio, anca, astragalo e gomito.

I sintomi dell’osteocondrosi si manifestano gradualmente nel tempo e possono comprendere dolore, gonfiore, accumulo di liquido nell’articolazione e limitazione progressiva dei movimenti articolari. Se rilevata precocemente, è possibile intervenire con trattamenti non invasivi per arrestare la progressione delle lesioni ossee.

Per diagnosticare l’osteocondrosi, possono essere utilizzati vari esami strumentali, tra cui la risonanza magnetica, la radiografia, l’ultrasonometria ossea e la tomografia assiale computerizzata (TAC). Una volta confermata la diagnosi, il trattamento può essere personalizzato in base allo stadio della lesione e alle esigenze del paziente.

La terapia conservativa è spesso raccomandata per lesioni stabili e può includere periodi di riposo, fisioterapia e immobilizzazione. Nei casi più gravi o se non si riscontra miglioramento con la terapia conservativa, può essere necessario ricorrere a interventi chirurgici.

La terapia farmacologica può essere impiegata per alleviare il dolore, ma di solito è parte integrante di un approccio terapeutico multidisciplinare.

La terapia chirurgica è riservata agli stadi instabili o in caso di fallimento della terapia conservativa. Mediante artroscopia, si mira a preservare il frammento osseo, favorendo la vascolarizzazione del tessuto attraverso microperforazioni, o a rimuovere i frammenti distaccati dall’ osso sano, ricostruendo l’estremità ossea interessata.

La prognosi dell’osteocondrosi dipende da diversi fattori, tra cui l’età del paziente, la gravità della lesione e l’articolazione coinvolta. Mentre le forme giovanili tendono a risolversi spontaneamente, i casi associati a traumi o diagnosi tardive possono richiedere tempi di recupero più lunghi e trattamenti più complessi.

In conclusione, l’osteocondrosi rappresenta una sfida clinica che richiede una diagnosi accurata e un trattamento tempestivo per minimizzare il rischio di complicanze e favorire una rapida ripresa delle funzioni articolari.

Stefano Viglione

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Mi chiamo Stefano Viglione e sono un chirurgo ortopedico specializzato nella cura di anca, ginocchio, spalla e caviglia.

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