Lesione tendine di Achille: dalla diagnosi all’intervento chirurgico

La rottura o lesione del tendine di Achillecolpisce prevalentemente atleti ma non solo. E’ una patologia molto frequente in ambito ortopedico-fisiatrico: diagnosi e trattamento richiedono un approccio multidisciplinare (ortopedico, fisiatra, fisioterapista, medico dello sport, podologo).

In gran parte dei casi, si ricorre all’intervento chirurgico: affidandosi ad uno specialista l’esito è risolutivo.

Il tendine d’Achilleè posto tra polpaccio e  caviglia: unisce i muscoli del polpaccio al piede inserendosi sul calcagno. Pur essendo il tendine più grosso e robusto del corpo umano, può subire processi degenerativi che lo rendono maggiormente soggetto a lesione. Quando si verifica una rottura, talvolta la lesione può essere asintomatica e non immediatamente riconoscibile ma è sempre invalidante. Chi subisce questo trauma non può camminare, correre, saltare.

Il più delle volte, la lesione è parziale ma può essere anche completa.

La tendinopatia cronicaè un campanello d’allarme: potrebbe rappresentare l’anticamera della lesione del tendine achilleo. Ecco perché è essenziale non trascurare la tendinopatia e trattarla tempestivamente.

Lesione tendine di Achille: sintomi

In certi casi, il soggetto non si accorge del problema, la lesione è asintomatica finché la rottura non è completa.

In gran parte dei casi, i sintomi tipici sono:

  • Suono della rottura avvertito come uno schiocco. Il paziente sente come una ‘frustata’ dentro di sé, un colpo alla caviglia;
  • Dolore acuto e improvviso sul retro della caviglia o alla gamba, nella zona del tendine e del polpaccio;
  • Ematoma e gonfiore sulla caviglia;
  • Rigidità;
  • Depressione della pelle (affossamento) alla palpazione (2 cm circa sopra l’osso del tallone);
  • Impossibilità di camminare, di piegare il piede verso il basso, di alzarsi sulla punta del piede infortunato.

Questi sintomi tendono a ridursi col passare delle ore (anche il dolore) tanto da spingere qualcuno a sottovalutare il problema e a non rivolgersi al medico o al pronto soccorso, col rischio di peggiorare la situazione.

Cause della lesione del tendine achilleo

Vediamo quali sono le possibili cause della lesione:

  • Traumi sportivi e infortuni che provocano un improvviso aumento dello stress sul tendine d’Achille. E’ questa la causa più frequente che porta ad una brusca contrazione muscolare nella torso-flessione;
  • Tendinite cronica spesso sottovalutata e non riconosciuta;
  • Sovraccarico funzionale;
  • Degenerazione ed usura dei tessuti, molto frequente nei soggetti over 50.

Questo tipo di lesione colpisce soprattutto sportivi come saltatori, calciatori, tennisti, corridori per svariati motivi: allenamenti inadeguati, difetti di tecnica, utilizzo di scarpe incongrue, scarso riscaldamento e allungamento muscolare, eccessivi carichi, pessima qualità dei terreni, cattiva coordinazione che a lungo andare mettono a dura prova la resistenza meccanica del tendine.

fattori di rischiosono l’età avanzata, problemi metabolici (diabete, colesterolo alto), sovrappeso, che portano a un indebolimento progressivo fino alla rottura del tendine.

La lesione coinvolge principalmente il corpo centrale del tendine d’Achille, ovvero il terzo medio(poco vascolarizzato) che tende a danneggiarsi nella parte finale d’inserzione.

Diagnosi

I sintomi descritti in precedenza sono alla base del sospetto diagnostico che verrà confermato dalla visita ortopedica(con manovre e test specifici) e dall’indagine ecografica. 

L’esamestrumentale(radiografia, risonanza magnetica) verificherà la sede, il grado e l’estensione della lesione del tendine di Achille stabilendo se la rottura è parziale o totale.

 

Lesione del tendine d’Achille: la terapia d’elezione è chirurgica

Attualmente, al trattamento incruento si preferisce quello chirurgico in quanto con il primo (che prevede l’applicazione di uno stivaletto con ‘caviglia in equino’per consentire al tendine di rigenerarsi da solo) il rischio di una nuova rottura è alto. 

Gli atleti più attivi e giovani preferiscono l’interventochirurgico in quanto consente loro di tornare all’attività sportiva più rapidamente rispetto al trattamento conservativo.

In ogni caso, l’intervento è inevitabile se la terapia conservativa, dopo qualche mese, risulta inefficace.

In ambito chirurgico, all’intervento ‘aperto’ si predilige la tecnica mini invasiva(utilizzando sistemi di sutura percutanei). Si esegue sottoponendo il paziente ad anestesia loco-regionale, praticando quattro fori (2 prossimali e 2 distali) ed inserendo un ago per effettuare una tenorrafia. L’intervento può durare dai 30 minuti ad un’ora. Le complicanze (infezioni, ematomi, lesioni del nervo surale) si riducono ma, anche in questo caso, il tendine di Achille può andare incontro, col tempo, ad una nuova rottura.

L’intervento ‘aperto’viene utilizzato in caso di trattamento tardivo della lesione, quando il tessuto si ritira al punto tale che, per poterne riavvicinare i due capi e posizionare i punti di sutura, è necessario ricorrere alla tecnica a cielo aperto. Con questo approccio il chirurgo pratica un’incisione appena sopra l’osso del tallone, cuce i due lembi del tendine rotto e sutura l’incisione. Anche in questo caso, a lungo andare il tendine potrebbe rompersi nuovamente.

In caso di ri-rottura del tendine, si interviene nuovamente a cielo aperto eseguendo una lunga incisione. Le chance sono due: 

  • Si esegue il ribaltamento del tendine;
  • Si opta per il trasferimento tendineo prelevando porzioni di altri tendini dal corpo del paziente ‘trasferendoli’, appunto, nel tendine achilleo compromesso.

Decorso post-operatorio e tempi di recupero

Dopo l’intervento chirurgico ‘aperto’, viene applicato un tutoretipo walker posizionando la caviglia a 90 gradi da indossare per circa un mese. Vengono prescritti l’utilizzo di stampelle ed una terapia anticoagulante per 6 settimane circa. Già dopo 3 settimane, è possibile togliere il tutore per iniziare a muovere la caviglia. In seguito, dopo un mese, sarà possibile iniziare un ciclo di Fisioterapia riabilitativagraduale per caviglia e ginocchio. Il tempo di recuperototale (necessario per tornare a fare sport) è di circa 6 mesi dall’intervento. 

In caso di intervento mini invasivo, i tempi di recupero sono più rapidi e si può iniziare il trattamento riabilitativo già la settimana successiva all’operazione. In tal caso, generalmente, il paziente può tornare alle normali attività quotidiane dopo 3 mesi, mentre per l’attività sportiva dovrà attendere circa 4 mesi.

Dopo la Riabilitazione, il paziente verrà sottoposto ad ecografia o risonanza magnetica per verificare i risultati della terapia.

Lesione del tendine di Achille: terapia conservativa e Medicina Rigenerativa

Se la rottura del tendine d’Achille è parzialesi può ricorrere a terapia conservativache prevede:

  • Riposoe sospensione dall’attività sportiva;
  • Assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei e antidolorifici;
  • Integratorialimentari specifici che aiutano a rigenerare i tessuti del tendine;
  • Applicazione di un gesso o tutoreper circa 2-3 mesi;
  • Fisioterapiastrumentale (Tecarterapia, Laser Yag, Onde d’Urto) e manuale per circa 12 settimane;
  • Esercizi di stretching, rinforzo muscolare, rieducazione propriocettiva, esame baropodometrico per controllare la condizione posturale, utilizzo di plantari correttivi o rialzi bilaterali; 
  • Trattamenti di Medicina Rigenerativafinalizzati a favorire la rigenerazione del tessuto come i fattori di crescita, iniezioni di plasma ricco di piastrine (PRP) o cellule staminali(cellule adipose prelevate dall’addome del paziente, trattate ed infiltrate nel tendine).
  • Riposoe sospensione dall’attività sportiva;
  • Assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei e antidolorifici;
  • Integratorialimentari specifici che aiutano a rigenerare i tessuti del tendine;
  • Applicazione di un gesso o tutoreper circa 2-3 mesi;
  • Fisioterapia strumentale (Tecarterapia, Laser Yag, Onde d’Urto) e manuale per circa 12 settimane;
  • Esercizi di stretching, rinforzo muscolare, rieducazione propriocettiva, esame baropodometrico per controllare la condizione posturale, utilizzo di plantari correttivi o rialzi bilaterali; 
  • Trattamenti di Medicina Rigenerativafinalizzati a favorire la rigenerazione del tessuto come i fattori di crescita, iniezioni di plasma ricco di piastrine (PRP) o cellule staminali(cellule adipose prelevate dall’addome del paziente, trattate ed infiltrate nel tendine).

Con o senza intervento chirurgico i tempi di recuperocompleto vanno dai 4 ai 6 mesi

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