Lesione del tendine sottoscapolare: terapia conservativa, intervento

Per quanto relativamente rara, la lesione del tendine sottoscapolare (SSC) merita la massima attenzione. Coinvolge un tendine importantissimo che contribuisce al complesso meccanismo cinematico della spalla. 

In gran parte dei casi, questa lesione è associata ad altri tipi di lesione(che coinvolgono la cuffia dei rotatorie il capo lungo del bicipite) e la degenerazione dell’articolazione gleno-omerale. Nei restanti casi, può trattarsi di una lesione isolata. 

Essendo una struttura importante per il movimento della spalla, è necessario saper riconoscere i sintomi, eseguire una diagnosi tempestiva ed accurata al fine di valutare la terapia più adeguata per intervenire scongiurando ulteriori danni. In caso di lesione completa del tendine sottoscapolare si ricorre, generalmente, all’intervento chirurgico

Lesione del tendine sottoscapolare: su quali sintomi intervenire

Oltre ad essere un evento abbastanza raro, la lesione del tendine sottoscapolare è anche difficile da individuare immediatamente. Abbiamo accennato che la SSC contribuisce notevolmente alla funzionalità articolare della spalla. Se la lesione provoca un dolore costante è opportuno eseguire una diagnosi tempestiva per scegliere il trattamento più adatto. 

Come riconoscerla? Dai sintomi, come per ogni patologia.

Il quadro sintomatologico della SSC varia a seconda che si tratti di una lesione isolatadel tendine sottoscapolare oppure associata ad altre lesioni.

sintomi, in genere, sono:

  • Dolore costante avvertito nella parte anteriore della spalla;
  • Dolore che si manifesta più di frequente durante la notte;
  • Perdita di forza, debolezza muscolare, specie nel movimento di intrarotazione (ruotando il braccio verso l’interno);
  • Dolore innescato dai movimenti di elevazione e intrarotazione del braccio;
  • Ridotta mobilità dell’articolazione della spalla (in abduzione e rotazione esterna), range di movimento limitato.

In caso di lesione importante o cronica, il dolore può diventare invalidante sia in movimento sia a riposo fino a disturbare il sonno impedendo di coricarsi di lato.

 

Lesione del tendine sottoscapolare: cause

Il muscolo sottoscapolareè il più potente tra quelli della cuffia dei rotatori ed è preposto alla rotazione interna, stabilizzazione della testa omerale sulla glena, movimenti di adduzione e abbassamento dell’omero. Un’alterazione funzionale compromette l’interazione con i muscoli sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo creando uno squilibrio nella coordinazione e provocando la sindrome della cuffia dei rotatori.

In gran parte dei casi, è associata a lesione della cuffia dei rotatori, degenerazione dell’articolazione gleno-omerale e patologia del capo lungo del bicipite.

Sono diverse le causeresponsabili della lesione del tendine sottoscapolare:

–       Traumi (ad esempio una caduta);

–       Eccessive sollecitazioni e movimenti ripetuti di intra-rotazione del braccio durante l’attività sportiva (pallavolo, basket, sollevamento pesi, ecc.);

–       Degenerazione/infiammazione;

–       Tenosinovite;

–       Post-intervento di protesi spalla;

–       Sindrome del conflitto subacromiale anteriore;

–       Stress biomeccanico dovuto a instabilità di spalla;

–       Frattura del trochine;

–       Errata postura delle spalle;

–       Immobilizzazione forzata in rotazione mediale e adduzione (ad es. quando si è costretti a mantenere a lungo il braccio ingessato).

Diagnosi

La diagnosiper individuare la lesione deve essere precisa ed accurata. Prevede:

  • Anamnesi (valutazione clinica);
  • Esame obiettivo del paziente con test specifici (i più noti sono il test di Gerber e Napoleon test);
  • Radiografia standard;
  • Ecografia;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per indagare in modo più approfondito e con maggior dettagli le dimensioni della lesione;
  • ArtroRM, esame preferito da alcuni, con mezzo di contrasto intrarticolare;
  • Artroscopia, ad oggi la tecnica più accurata e adeguata in quanto è in grado di evidenziare lesioni anche piccole e non identificabili con altre metodiche.

 

Lesione del tendine sottoscapolare parziale: terapia conservativa

Considerando l’importanza funzionale del tendine sottoscapolare nell’ambito dell’articolazione della spalla, è bene intervenire tempestivamente con una terapia adeguata per scongiurare ulteriori danni.

La terapia è conservativa in caso di lesione parziale e chirurgica in caso di lesione totale. 

La terapia conservativaper la cura di una lesione parzialeprevede:

  • Riposo assoluto, sospensione dell’attività fisica;
  • Utilizzo di tutori spalla per evitare ulteriori traumi;
  • Applicazione di ghiaccio per 15-20 minuti più volte al giorno;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei e antidolorifici (per un breve periodo secondo la prescrizione del medico)
  • Fisioterapia e Riabilitazione (dopo la fase acuta).

La Fisioterapia d’avanguardia prevede trattamenti fisici strumentaliefficaci nel combattere dolore infiammazione come Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza, Ultrasuoni, TENS, Ionoforesi,Magnetoterapia e Onde d’Urto. 

https://www.ryakos.it/portfolio/tecarterapia-napoli/

La terapia con Onde d’Urtoè il trattamento di elezione: oltre a risolvere infiammazione e dolore, è in grado di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi).

Dopo aver risolto il dolore, sarà altrettanto importante procedere con eserciziterapeutici di mobilità attiva e passiva della spalla e di rinforzo muscolare da eseguire su indicazione ed in presenza del Fisioterapista.

Lesione totale del tendine sottoscapolare: intervento chirurgico

La lesione totalerichiede la terapia chirurgica riparativadel tendine sottoscapolare per il completo ripristino della biomeccanica funzionale della spalla.

Sono due le tecniche chirurgichedisponibili:

  • Con taglio di cute, a cielo aperto;
  • Per via artroscopica, la più usata dai chirurghi della spalla, eseguita in day surgery (ricovero in ospedale di un giorno).

Dopo l’operazione, il braccio verrà immobilizzato per 4 settimane allo scopo di evitare cedimenti o danni alla riparazione. Trascorso il mese utile di immobilizzazione, il paziente potrà iniziare il ciclo di Fisioterapiacon movimento attivo e passivo della spalla. Il ciclo fisioterapico durerà circa 6-8 settimane e servirà a recuperare il tono ed il trofismo muscolare.

Trascorso il periodo di riabilitazione e dopo attenta valutazione finale del chirurgo, il paziente potrà tornare alle normali attività quotidiane inclusa quella sportiva (evitando sport di contatto nei 6-7 mesi successivi all’intervento).

Per la buona riuscita della riparazione chirurgica, sono necessari alcuni fattori:

  • Tempestività dell’intervento (non oltre 6 mesi dalla diagnosi);
  • Buona qualità del tessuto tendineo;
  • Completa collaborazione da parte del paziente nel seguire le indicazioni del chirurgo;
  • Stili di vita precedenti: un fumatore ha minori possibilità di guarigione ed è più soggetto a complicanze post-operatorie in quanto il fumo danneggia struttura e resistenza dei tendini.

Nel 90% dei casi, dopo l’intervento (a cielo aperto o in artroscopia) la sintomatologia e la mobilità dei pazienti migliora.

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