Capsulite adesiva: sintomi e cause, cure, intervento chirurgico

Conosciuta anche come spalla congelata, la capsulite adesivaè una patologia infiammatoria che colpisce soprattutto donne tra i 35 ed i 60 anni. Se trascurata o curata non adeguatamente, può causare la perdita progressiva della mobilità dell’articolazione omero-scapolare e, nei casi più gravi, la totale rigidità diventando invalidante. 

Insorge consintomi dolorosiinizialmente lievi, destinati a peggiorare nel corso del tempo. Senza una diagnosi accurata, può essere confusa con una normale infiammazione o associata a dolore del collo. È importante eseguire prima possibile un esame diagnostico mirato per poter intervenire in tempo attraverso una terapia adeguata ed efficace.

In questo focus, scoprirai sintomi, cause, diagnosi, le tre fasi della spalla congelata, le tipologie e, soprattutto, quali sono le terapiesu cui puntare a seconda della gravità, quando ricorrere all’interventochirurgico e perché.

Capsulite adesiva: cos’è

Sappiamo che la spalla comprende omero, scapola e clavicola. La Frozen Shoulder (spalla congelata) prende di mira l’articolazione omero-scapolare, in particolare la capsula articolare. Cos’è? 

La capsula articolareè un manicotto di denso tessuto connettivo che riveste l’articolazione, stabilizza e sostiene omero e scapola. La spalla si ‘congela’ quando i tessuti della capsula articolare si ispessiscono provocando aderenze, blocchi, rigidità, perdita di elasticità. Il tessuto si cicatrizza e causa un ridotto scorrimento di liquido sinoviale. 

La patologia esordisce con un dolore lieve alla spalla (destra o sinistra), subdolo, di solito graduale ma che può essere anche improvviso. La spalla congelata riduce la capacità di movimentosia attivo sia passivo: spesso richiede tempi lunghi di recupero, soprattutto se non curata in tempo o in maniera adeguata.

Le tre fasi della capsulite adesiva

capsulite adesiva

La spalla congelata si manifesta in tre fasi:

  • Congelamentocaratterizzato da acutizzazione del dolore e graduale perdita di mobilità della spalla (durata: da 2 a 9 mesi);
  • Rigiditàcon notevole diminuzione del range di movimento (abduzione, extrarotazione e, soprattutto, intrarotazione), lieve riduzione del dolore e, talvolta, intorpidimento della mano (durata: da 4 mesi ad un anno);
  • Scongelamentocon recupero parziale o totale del movimento. Il ritorno progressivo alla normalità può avvenire in un periodo compreso tra 6 mesi e due anni.

Tipologie di spalla congelata

In base al meccanismo patologico, la capsulite adesiva può appartenere a due tipologie:

  • Primaria (idiopatica) che compare spontaneamente e gradualmente nel giro di qualche settimana, perlopiù monolaterale. Questo tipo di spalla congelata coinvolge, in particolare, donne di età compresa tra i 35 ed i 60 anni.
  • Secondaria, che si scatena a seguito di esiti di frattura, traumi diretti o distorsivi a carico della  spalla. Colpisce, in genere, il braccio dominante ed è più facile da trattare rispetto alla forma primaria.

Cause

cause della capsulite adesiva

Ad oggi, le cause univoche scatenanti la capsulite adesiva non sono state riconosciute.

Le causeo, per meglio dire, i fattori di rischiosono:

  • Traumi distorsivi o diretti sulla spalla (fratture, contusioni, lussazioni);
  • Invecchiamento:
  • Patologie metaboliche (ipotiroidismo, diabete);
  • Sforzi eccessivi o movimenti ripetuti con il braccio in posizione elevata;
  • Malattie sistemiche (artrite, patologie cardiovascolari, morbo di Parkinson);
  • Lesione pregressa alla spalla;
  • Immobilità forzata, a seguito di infortunio ed intervento chirurgico per un lungo periodo;
  • Abuso di alcuni farmaci;
  • Menopausa (le donne sono maggiormente colpite).

Sintomi della spalla congelata

cura spalla congelata

La capsulite adesiva è riconoscibile dai seguenti sintomi:

  • Dolore acuto, costante (specie alla parte superiore esterna della spalla) e graduale. Può peggiorare di notte ed essere accompagnato da gonfiore;
  • Limitazione funzionale su tutti i piani del movimento della spalla (soprattutto, in rotazione esterna);
  • Rigidità:
  • Intorpidimento della mano (nei casi più gravi).

La patologia può causare la formazione di aderenze tra capsula articolare e collo dell’omero.

Diagnosi

La diagnosi clinica e strumentale prevede:

  • Esame obiettivo;
  • Anamnesi (inclusi test specifici);
  • Radiografia Rx per verificare eventuali lesioni (calcificazioni) o segni di artrosi;
  • Ecografia;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per escludere patologie come la lesione della cuffia dei rotatori, lesioni tendinee, ecc.;
  • Esami del sangue, nel caso si sospettino malattie come diabete o disfunzioni della tiroide.

Spalla congelata: terapia conservativa

Il primo passo da fare, subito dopo la diagnosi, è controllare il doloree ridurlo.

Il medico prescriverà la terapia conservativache comprende:

  • Riposo e immobilizzazione del braccio con l’utilizzo di un tutore;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), analgesici;
  • Infiltrazioni di cortisone o di acido ialuronico.

Superata la fase acuta, il paziente potrà essere sottoposto a Fisioterapiacon terapie fisiche strumentalid’elezione (Tecarterapia, Laser Yag ad alta potenza, Magnetoterapia, Ultrasuoni, TENS, Onde d’Urto) associate a terapie manuali(manipolazioni osteopatiche, Kinesio taping) ed esercizi terapeutici(di mobilizzazione, rotazione interna ed estensione della spalla, a pendolo, stretching, rinforzo muscolare) per ripristinare il range di movimento e la funzionalità articolare nonché esercizi propriocettivi.

La riabilitazione verrà sospesa quando si raggiungeranno i 150° di elevazione anteriore, i 45° di extrarotazione ed un movimento di intrarotazione sufficiente per consentire alla mano di arrivare al  livello dorsale D12. 

Nei casi più comuni di spalla congelata, solitamente il recuperoavviene nell’arco di un anno.

Capsulite adesiva: intervento chirurgico

capsulite adesiva intervengo chirurgico

Quando la terapia conservativa (inclusi i migliori trattamenti di Fisioterapia) risulta inefficace sulla sintomatologia dolorosa (dopo 4-6 mesi), il medico valuterà la possibilità di un intervento chirurgicorisolutivo.

A seconda della condizione del paziente, si potrà optare per una manipolazionesotto anestesia allo scopo di rompere le aderenze che causano il dolore. Questa manovra può essere dannosa, provocare lesioni ai tendini della cuffia dei rotatori o fratture omerali.

L’obiettivo dell’intervento chirurgicoè allungare e rilasciare la capsula articolare irrigidita dalla condizione infiammatoria. In artroscopia verrà rimossa la parte del tessuto capsulare danneggiato (release capsulare).

Nell’intervento in artroscopia, il chirurgo si avvale di strumenti minuscoli inseriti attraverso mini incisioni della pelle intorno alla spalla. Si tratta di una procedura di successo che restituisce ai pazienti una buona qualità della vita.

Subito dopo l’operazione, il chirurgo procederà con la mobilizzazione della spallasotto anestesia per il recupero del range di movimento.

Riabilitazione post-operatoria

E’ importante, subito dopo l’operazione, iniziare un programma di micro-mobilizzazione passivaabbinato a terapia fisica. Tutto questo per impedire che l’immobilizzazione possa favorire la ricomparsa della patologia.

La fisioterapiadovrà mantenere attivo il movimento ottenuto con l’intervento chirurgico. Il successo dell’intervento dipenderà molto dal percorso fisioterapico: si tratta di un processo lento ma determinante per tornare a vivere normalmente. I tempi di recupero, generalmente, variano da 6 settimane a 3 mesi.

Gran parte dei pazienti riferiscono una riduzione o scomparsa del dolore con notevole miglioramento del movimento. In certi casi, dopo qualche anno, può rimanere una leggera rigidità e, in casi rari (specie in pazienti diabetici), possono verificarsi recidive e la ricomparsa della spalla congelata.

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