Calcificazione nella spalla dolorosa: cause, sintomi, tutte le terapie

La formazione di depositi di calcio nel tessuto tendineo della cuffia dei rotatori genera la calcificazione nella spalla dolorosa. Può compromettere una sola spalla o entrambe, non si tratta di una patologia grave ma il forte dolore (talvolta, insopportabile) potrebbe diventare cronico se non viene trattata in modo adeguato limitando notevolmente i movimenti dell’arto superiore. 

In certi casi, le calcificazioni spalla dolorose possono risolversi spontaneamente nell’arco di mesi o anni; in altri casi, è necessario ricorrere ad un trattamento conservativo o ad un intervento chirurgico.

In questo approfondimento, troverete informazioni complete su sintomi, cause, fattori di rischio, diagnosi, terapieadeguate al tipo e dimensione della calcificazione per risolvere definitivamente il problema.

Calcificazione nella spalla dolorosa: cos’è ?

Si tratta di una patologia molto diffusa (in passato, compresa nel concetto della sindrome di periartrite calcifica di spalla), caratterizzata da depositi di cristalli di calciosui tendini della cuffia dei rotatori. Questi cristalli di calcio formano delle aggregazioni sul tessuto dei tendini che ‘servono’ i muscoli dell’articolazione scapolo-omerale (tra braccio e spalla). Ne deriva un processo infiammatorioalla spalla che causa dolore intenso e limitazione funzionale. La dimensione dei depositi di calcio varia da 2 mm ad alcuni cm.
Si contano tre fasi: la formazione, la calcificazione e il riassorbimento (la fase più dolorosa).

Le calcificazioni alla spalla possono essere unilaterali o bilaterali. In genere, colpiscono il lato più soggetto a sforzi (destro per i destrimani, sinistro per i mancini). La calcificazione si localizza alla parte superiore del braccio, lì dove si inseriscono i tendini della cuffia dei rotatori.

Qual è il tendine più colpito? E’ il sovraspinosocui seguono il tendine sottospinoso, il piccolo rotondo e il sottoscapolare. La patologia non risparmia, talvolta, il capo lungo del bicipite.

Spalla: cenni di anatomia

La spallaunisce braccio e torace ed è un’articolazione particolarmente mobile, costituita da tre ossa(omero, scapola e clavicola) che interagiscono tra loro grazie ad una serie di muscoli, tendini e legamenti, tessuti molli che consentono un ampio range di movimento. 

I movimenti attivi sono assicurati da quattro muscoli e relativi tendini che formano la cuffia dei rotatori. Questo gruppo collega la testa dell’omero alla scapola ed ha la funzione di stabilizzare nonché favorire i movimenti del braccio. La spalla, coinvolta nei movimenti di braccia, dorso e petto, è sottoposta a continue sollecitazioni (anche multidirezionali), quindi è più soggetta a traumi rispetto ad altre articolazioni.

Vediamo quando e perché si formano le calcificazioni spalla.

Calcificazioni nella spalla: cause e fattori di rischio

Finora, non sono state individuate cause ben precise ma sono stati identificati diversi fattori di rischioche possono favorire la comparsa di questa patologia.

Ecco quali sono:

  • Eccessivo deposito di sali di calcio nel tessuto tendineo al livello della cuffia dei rotatori;
  • Invecchiamento ed usura del tessuto tendineo (calcificazione degenerativa);
  • Processo di metaplasia fibrocartilaginea (tendinopatia calcifica) che porta alla formazione di depositi di calcio;
  • Infiammazione cronica dovuta a sovraccarico continuo della spalla ed usura per gesti ripetuti (attività sportive, lavori pesanti);
  • Traumi locali o lesioni della cuffia dei rotatori;
  • Ipercalcemia (elevati livelli di calcio nel sangue);
  • Deterioramento dell’articolazione dovuto a stili di vita o patologie che riducono l’apporto di sangue (ipertensione, diabete, fumo, alcolismo, sedentarietà);
  • Malattie autoimmuni ed ereditarie per dismetabolismi del calcio;
  • Diminuzione dell’apporto di ossigeno al tendine della cuffia dei rotatori;
  • Rottura della cuffia dei rotatori;
  • Spalla congelata o capsulite adesiva.

Talvolta, la calcificazione spalla non è la diretta responsabile del dolore e della limitazione funzionale che sono, invece, causati da uno squilibrio muscolare o contratture.

Alcune fonti sostengono che la calcificazione alla spalla dolorosa si manifesti senza un motivo apparente.

Soggetti più a rischio

soggetti più a rischiosono:

  • Donne tra i 40 e i 60 anni (casalinghe, impiegate) che vengono colpite soprattutto al lato destro;
  • Sportivi;
  • Soggetti che svolgono lavori pesanti (operai, muratori);
  • Persone anziane;
  • Pazienti con patologie endocrine o dismetaboliche (malattie tiroidee, diabete mellito, disordini ormonali, ecc.).

Calcificazione nella spalla dolorosa: sintomi e complicanze

La patologia può rimanere asintomatica per un certo periodo oppure manifestarsi attraverso vari sintomi.

La sintomatologia associata alla calcificazione spalla comprende:

  • Dolore intenso e insopportabile alla parte anteriore e laterale della spalla dovuto ad infiammazione dei tessuti molli (tendini, muscoli, capsula articolare), soprattutto quando il soggetto colpito eleva il braccio. Potrebbe raggiungere il bicipite e il dolore notturno risultare particolarmente intenso;
  • Rigidità, limitazione della funzionalità articolare;
  • Dolore al braccio e formicolio alla mano per compressione di un nervo (raramente);
  • Crepitio articolare;
  • Debolezza muscolare.

Il dolore può essere acuto o cronico ed i sintomi potrebbero far pensare ad una rottura della cuffia dei rotatori.

Diagnosi

L’esame diagnosticocomprende:

  • Visita ortopedica con ecografiadurante cui il medico eseguirà valutazioni per escludere altre problematiche come la rottura di un tendine;
  • Radiografiain proiezione antero-posteriore e laterale;
  • Risonanza Magnetica Nucleareper verificare eventuali lesioni articolari associate.

Calcificazione nella spalla: terapia conservativa

Nei casi più fortunati, la calcificazione alla spalla dolorosa si risolve da sé: il deposito di calcio si frantuma spontaneamente e viene riassorbito.

Di regola, il medico prescriverà il trattamento più adeguato non solo per intervenire sul dolore ma per impedire che la calcificazione danneggi ulteriormente il tendine compromesso.

La terapia conservativaprevede:

  • Riposo;
  • Applicazione di ghiaccio;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei e antidolorifici (se il dolore non è particolarmente intenso);
  • Infiltrazioni cortisoniche;
  • Trattamento fisioterapico con Onde d’Urto, in grado di colpire dall’esterno i depositi di calcio in modo meccanico al fine di frammentarli e farli riassorbire. Questa terapia d’elezione va associata ad una terapia manuale ed esercizi attivi finalizzati al ripristino della mobilità articolare, al recupero della forza e dell’elasticità muscolare;
  • Lavaggio della borsa subacromiale eco-guidato. Consiste nel posizionare uno o due aghi all’interno della calcificazione spalla irrorando l’area con una soluzione fisiologica calda allo scopo di sciogliere i depositi calcifici. Il lavaggio viene eseguito sotto guida ecografica, in anestesia locale. 

Le Onde d’Urto, particolarmente efficaci, sono controindicate in caso di gravidanza, tendini lesionati a rischio rottura, difetti di coagulazione (incluse trombosi locali), terapia anticoagulante o cortisonica, infezioni (virali o batteriche), tumori, età inferiore ai 18 anni.

Calcificazione nella spalla dolorosa: intervento chirurgico

Calcificazioni alla spalla piccole, millimetriche sono facilmente trattabili con le Onde d’Urto

Per quelle medie e di consistenza pastosa (simile al dentifricio), è preferibile il lavaggio in ecografia.

Per calcificazionigrandi 1 cm ed oltre con consistenza dura, il trattamento ideale è l’asportazione in Artroscopia,un intervento chirurgico mini invasivo che rappresenta una valida alternativa a quello tradizionale. Si tratta di un intervento preciso ed accurato che consente al chirurgo di ripulire del tutto la calcificazione e di intervenire anche su altre lesioni tendinee. 

L’intervento artroscopico in anestesia locale prevede l’inserimento di una microcamera a fibre ottiche (artroscopio) e di due aghi (uno per il lavaggio, l’altro per svuotare il materiale calcifico) tramite altrettanti fori praticati attorno alla spalla (di 5 mm circa). Mediamente, l’intervento dura 30 minuti: subito dopo, viene applicato un cerotto medico sui due buchi praticati ed un tutore per immobilizzare e proteggere la spalla.

Questo trattamento è risolutivoed i benefici sono, in gran parte dei casi, immediati: scomparsa del dolore e ripresa della funzionalità articolare. Dopo l’intervento, verranno eseguite due infiltrazioni di acido ialuronico(ogni 15-20 giorni ciascuna) per ottimizzare la cicatrizzazione del tessuto tendineo. 

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